È stato completato l’intervento di sistemazione del sentiero che dal Santuario della Madonna di Col de’ Venti scende verso Muccia per circa un chilometro, nella parte conclusiva della tappa Colfiorito–Muccia.
Il sentiero, già percorribile, presenta ora un fondo stabilizzato e staccionate in legno lungo i tratti più esposti: un miglioramento sensibile della fruibilità e del comfort di cammino in un tratto in pendenza. È stata inoltre installata la segnaletica direzionale della Via Lauretana, che accompagna il pellegrino lungo il percorso e ne rende immediata l’individuazione, in continuità con il sistema di segnavia adottato sull’intero itinerario verso Loreto.
L’intervento rientra nel programma di “Valorizzazione dei Cammini Lauretani nell’area colpita dal sisma”, finanziato con fondi POR FESR 2014/2020 (DGR n. 475/2018 – Asse 8, Azione 30.1, Intervento 30.1.2).
Un tratto ricco di storia, spiritualità e memoria
Nell’avvicinamento a Muccia il cammino attraversa alcuni dei luoghi più significativi dell’alta Val di Chienti.
Il Mulino di Gelagna è documentato già nel XIII secolo. Adiacente si trova la centrale idroelettrica del 1913, che per prima portò l’energia elettrica nella vallata e che è tuttora funzionante con le macchine originali dell’epoca. Nel 2025 il Ministero della Cultura ha dichiarato l’intera struttura di importante interesse culturale, quale sito di archeologia industriale. I custodi abitano nella sovrastante casa del mugnaio e la struttura è sempre visitabile; è consigliato un preavviso telefonico al 335 711 9520.
Il Santuario della Madonna di Col de’ Venti sorge a Muccia, a 750 metri sul livello del mare. La venerazione risale al 1529, dopo una pestilenza; la chiesa attuale fu edificata nel 1894 sul luogo in cui due pellegrini tedeschi si fermarono con un’immagine sacra del XIV secolo. A pochi metri, su un ripiano della strada che sale verso l’eremo, si incontra la grande campana dedicata ai viandanti della vallata: suona alle 8, alle 12, alle 18 o alle 19.
L’Eremo del Beato Rizzerio è dedicato al seguace e contemporaneo di San Francesco. Da questi luoghi si abbraccia uno dei panorami più belli dell’alta Val di Chienti: da Camerino ai Sibillini in un unico scorcio.
Il tracciato GPX aggiornato della tappa è disponibile sul sito e sulla piattaforma Outdooractive.
Si ringraziano Fausto Barboni e Patrizia Pasqualini per le fotografie, e Fausto Barboni per le descrizioni dei luoghi.