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Anche la Compagnia di Santiago e del Beato Enrico sono in cammino lungo la Via Lauretana e domani mattina saranno in piazza a Loreto per attendere Papa Francesco! Condividiamo la prima tappa, da Serravalle di Chienti a Caldarola, 35 km: "Il toponimo evoca in modo netto il contesto orografico. Due filari di case a ridosso dell'antico asse stradale pontificio strette tra le montagne che chiudono la valle del Chienti. Partiamo non prestissimo verso le 9 temperatura 3 gradi giornata sfavillante di luce. Tentativo fallito di timbro credenziali in canonica poi passaggio in municipio dove un vigile gentilissimo appone il timbro del Comune sulle nostre credenziali. Si parte camminando per lo più sulla sinistra Chienti. Tra boschi di Querce, filari di pioppi lungo il torrente, macchie di primule. La segnaletica non è delle migliori ma ci è di grande ausilio la mappa scaricata dal sito dei Cammini Lauretani. Lungo la strada chiesette e mulini. Di grande interesse il Mulino di Gelagna, mulino ad acqua ricostruito e funzionante visitabile su prenotazione . Un primo strappo tra macchie di ginestre (non ancora in fiore) verso il Santuario della Madonna di Col dei Venti; una sosta non lunga davanti al santuario perché in effetti tira vento ci consente di ammirare un panorama splendido dominato dalle cime innevate dei Monti Sibillini. Una ripida scarpata ci porta a Muccia: centro storico piccolo ma elegante, ricco di rogge gonfie di acqua limpida, completamente abbandonato dopo il terremoto. Breve pit stop per una birra e un panino in un bar vicino al villaggio di villini prefabbricati costruiti dopo il terremoto. Proseguiamo per il lago di Polverina, artificiale alimentato dal fiume Chienti. Lungo la strada sterrata che taglia ampi prati sostiamo davanti alla chiesa di San Francesco con protiro e lunette affrescate con immagini dei miracoli di san Francesco (chiesa chiusa a seguito del terremoto). Poco dopo sull'orizzonte imponente castello medievale del “Beldiletto” che racconta storie di cardinali abati e re che qui trovarono ospitalità. Dopo la antichissima chiesa di San Giusto la pista lauretana si inerpica in salita tra sassi e rovi. Dopo qualche chilometro di dura salita arriviamo in un vecchio piccolo borgo agricolo abbandonato da cui un sentiero scende verso valle. Qualche chilometro ancora e sbuchiamo in una piccola radura con al centro un vecchio gioiello: una chiesetta, Madonna del Sasso, con campanile a vela addossata ad una ripida parete rocciosa che ricorda l'eremo di San Colombano. Sosta per qualche foto e via... la stanchezza comincia a farsi sentire.. sull'orizzonte in fondo alla valle compare un altro laghetto artificiale di colore verde smeraldo. Attraversiamo splendidi borghi medievali tutti tristemente chiusi a seguito del terremoto. Verso le 17.45 dopo 8 ore di cammino arriviamo a Caldarola, grosso centro medievale dominato da un imponente castello con centro storico con edifici quali il palazzo municipale, il teatro comunale, la chiesa collegiata imponenti e sontuosi. Anche qui purtroppo i segni dei recenti eventi sismici sono pesanti. Domani ci aspetta Macerata!"